PRIMO MAGGIO: LA BIRRA CHE NOBILITA IL LAVORATORE AL RANGO DI ARTISTA

 

“I veri uomini accompagnano alla pizza una birra”.

Adesso lo sapete, un LargoBaleno non è un vero uomo: probabilmente tra qualche anno la Fata Turchina lo trasformerà, ma per il momento dovete accontentarvi di questo strano essere. Un essere a cui non piace bere una birra.

Ma partiamo dal principio. Il primo maggio si celebra la festa del lavoro e dei lavoratori, istituita in Italia nel 1890 ma onorata anche in molti altri paesi.

Prescindiamo dal fatto che ben poco c’è oggi da festeggiare, dato che anche solo il termine “lavoro” è stato depredato di tutti i principi che erano alla base della Costituzione e che servivano a dare dignità all’uomo. E prescindiamo anche dal fatto che inizialmente non è nata come “festa del primo maggio”, ma come giornata commemorativa per i lavoratori morti per difendere i propri diritti.

Per un LargoBaleno, il primo maggio è una data per stupire chi ogni giorno lavora e si fa in quattro per stare dietro ai capricci di una enorme famiglia eterogenea e complessa, ovvero la lavoratrice per eccezione: NonnaBalena, il cui passatempo preferito nonché missione di vita, è cucinare deliziosi (e molto calorici) manicaretti, 24 ore al giorno per 7 giorni su 7.

Niente di complicato. Per farla felice è bastato farle trovare la tavola apparecchiata ed un sacco di pizze ai gusti più disparati. Compresa quella vegetariana, che mette d’accordo sempre tutti con la sua semplicità.

Ed ecco il dilemma. Cosa bere in accompagnamento alla pizza? “Una birra”, direbbero i veri uomini, o presunti tali. “Una coca cola” per gli altri.

Un LargoBaleno invece non può che rispondere LA birra.

LA birra è quella prodotta secondo i principi della filiera corta, del km0, del biologico. Ma non solo. E’ quella dotata di una propria personalità e di una storia che la contraddistingue. E’ quella prodotta in Provincia di Pisa dall’Opificio Birrario con i prodotti della nostra terra, della nostra Toscana!

A chi non è capitato di bere qualche birra comprata al supermercato, con una etichetta fuorviante, che prometteva sapori incredibili e particolari ma che alla fine riusciva solo a creare una forte indigestione?

Non è questo il caso dell’Opifico Birrario. L’Opificio non fa promesse che non può mantenere. Vende storie, emozioni.

Un LargoBaleno ovviamente non sa scegliere LA birra, ma sa soppesare le sensazioni del cibo. Ovviamente la sua birra preferita, BRAMA, non è indicata per la pizza, ma come resistere ad una

“personalità delicata e aromatica”? E’ un po’ la filosofia di un LargoBaleno: vivere sempre con personalità, ma anche con leggerezza (nonostante il peso) senza tralasciare mai i sapori, gli aromi che il destino ci lascia assaporare.

Molto interessante ed originale è la scelta del logo e della mascotte dell’Opificio: la civetta. Un essere rurale, perfettamente adeguato al territorio della Toscana. Ed anche i nomi delle birre richiamano specie di civette.

Per scoprire tutte le birre, potete leggerle a questo link: http://www.opificiobirrario.it/birre.asp

Che dire?
Vi lascio con una citazione di San Francesco d’Assisi che dal mio punto di vista si adatta bene all’operato dell’Opificio, di tutte quelle persone che lavorano non solo con le mani, ma che sanno sfruttare bene la propria anima ed il proprio cuore a vantaggio di tutti, compreso il territorio. Insomma, un omaggio a chi sa fare un buon lavoro, nonostante tutto quello che abbiamo premesso, e si auto eleva al ruolo di artista.

 

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano.

Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.

 

image image

Leave a Comment